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Come leggere la busta paga

Lordo, netto, contributi e tasse: cosa c'è scritto davvero sul foglio che ricevi ogni mese, spiegato riga per riga e con esempi in euro.

Controllata il 21/10/2026 · 6 minuti di lettura

Lordo e netto: dove vanno i tuoi soldi

Il lordo è quanto guadagni sulla carta, prima di qualunque trattenuta. Il netto è quanto arriva davvero sul tuo conto. Tra i due c'è una differenza che sorprende quasi tutti al primo stipendio.

In mezzo ci sono le trattenute. Prima i contributi: una parte dello stipendio va all'INPS e serve a costruire la tua pensione. Poi le tasse sul reddito, l'IRPEF, più piccole addizionali di regione e comune.

Nei colloqui si parla quasi sempre di RAL, la Retribuzione Annua Lorda: il totale lordo di un anno, comprese le mensilità extra come la tredicesima. Per questo la RAL divisa per 12 non è mai quello che incassi al mese.

L'esempio di Sara (indicativo)
RAL26.000 €
Diviso 13 mensilità2.000 € lordi al mese
Contributi INPS (circa 9%)− 184 €
Tasse e addizionali, tolte le detrazioni− circa 200 / 300 €
Netto sul contocirca 1.550 / 1.600 €

Le cifre cambiano con detrazioni, regione e contratto: conta il ragionamento, non il centesimo.

L'errore da evitareFare il budget sul lordo. Affitto, spese e risparmi si calcolano solo sul netto, cioè su quello che arriva davvero.
In praticaQuando ti offrono un lavoro, chiedi sempre la RAL e in quante mensilità è divisa. Poi stima il netto prima di dire sì.

I contributi: la pensione che costruisci ora

I contributi sono soldi versati all'INPS, l'ente pubblico delle pensioni. Non sono tasse perse: ogni versamento finisce sul tuo conto contributivo e conta per l'assegno che riceverai da anziano.

Nel lavoro privato i contributi si pagano in due. La quota del lavoratore ti viene trattenuta in busta. L'altra, più grande, la versa il datore di lavoro in aggiunta al tuo lordo. Insieme fanno circa un terzo del lordo.

Per questo una persona costa all'azienda più della sua RAL. E per questo il lavoro in nero costa caro: niente contributi, quindi anni che non contano per la pensione e meno tutele, come malattia e maternità.

L'esempio di Luca (indicativo)
Lordo del mese1.500 €
Quota di Luca, trattenuta in busta (circa 9%)circa 138 €
Quota del datore, pagata in più (circa 24%)circa 357 €
Totale versato all'INPScirca 495 €

Percentuali tipiche del lavoro dipendente privato: altri contratti possono avere cifre diverse.

In praticaApri l'estratto conto contributivo sul sito dell'INPS e controlla che ogni anno di lavoro risulti con i suoi versamenti.

L'IRPEF a scaglioni, fetta per fetta

L'IRPEF è l'imposta sul reddito delle persone. Se lavori come dipendente, il datore di lavoro la trattiene ogni mese dalla busta paga e la versa allo Stato al posto tuo.

Funziona a scaglioni: il reddito si divide in fette, e ogni fetta ha la sua percentuale. La percentuale più alta tocca solo la fetta più alta, mai tutto il reddito. Nel 2026 le fette sono tre: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre i 50.000 €.

Il conto si fa così: dividi il reddito nelle fette, applichi a ognuna la sua percentuale e sommi. Alla fine si tolgono le detrazioni, cioè sconti sull'imposta, come quelle per il lavoro dipendente. Quello che resta è l'IRPEF che paghi davvero.

L'esempio di Marco (indicativo)
Reddito dell'anno40.000 €
Prima fetta: 28.000 € al 23%6.440 €
Seconda fetta: 12.000 € al 33%3.960 €
IRPEF prima delle detrazioni10.400 €

Scaglioni 2026. Le detrazioni poi abbassano la cifra, in modo diverso per ognuno.

L'errore da evitareCredere che passare a uno scaglione più alto faccia salire le tasse su tutto lo stipendio. Cambia solo la percentuale sui soldi in più: un aumento lordo fa sempre salire il netto.

Tredicesima, ferie e TFR: i soldi extra

La tredicesima è uno stipendio in più, pagato di solito a dicembre. Alcuni contratti prevedono anche la quattordicesima, di solito d'estate. Non sono regali: sono già dentro la tua RAL, solo pagate tutte in una volta.

Le ferie pagate sono un diritto: la legge fissa un minimo di quattro settimane all'anno e, finché lavori lì, non si possono scambiare con soldi. In busta trovi i giorni maturati, quelli goduti e quelli residui.

Il TFR, Trattamento di Fine Rapporto, detto anche liquidazione, non arriva in busta. Ogni anno ne matura circa una mensilità, che resta accantonata e la ricevi quando quel lavoro finisce. Lo spieghiamo per bene nella guida al TFR.

L'errore da evitareSpendere la tredicesima come un premio inatteso. È una parte del tuo stipendio annuo, già prevista: mettila nel budget dell'anno.

La busta paga, dall'alto in basso

La busta paga sembra un rebus, ma ha tre parti. In alto i tuoi dati, l'azienda e il contratto. Al centro le voci del mese. In basso i totali e il netto in busta, cioè quello che arriva sul conto.

Le voci del mese sono di due tipi. Le competenze sono quello che ti spetta: paga base, straordinari, scatti di anzianità. Sommate fanno il lordo. Le trattenute sono quello che viene tolto: contributi INPS, IRPEF e le addizionali regionale e comunale.

L'ordine conta. Dal lordo si tolgono prima i contributi: resta l'imponibile fiscale, la base su cui si calcola l'IRPEF. Poi si tolgono le tasse, meno le detrazioni.

La busta di Giorgia (indicativo)
Paga base1.700 €
Straordinari+ 100 €
Totale competenze (lordo)1.800 €
Contributi INPS (circa 9%)− circa 165 €
Imponibile fiscalecirca 1.635 €
IRPEF meno detrazioni, più addizionali− circa 150 / 250 €
Netto in bustacirca 1.400 / 1.500 €

Le tasse dipendono da detrazioni, regione e comune: conta il percorso, non il centesimo.

In praticaMetti accanto la busta di questo mese e quella del mese prima e confronta le voci riga per riga. Se una differenza resta senza spiegazione, chiedi all'ufficio del personale.

Fonti

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