Cos'è il TFR e quanto cresce
Il TFR, Trattamento di Fine Rapporto, è una parte del tuo stipendio messa da parte ogni anno. Non lo vedi in busta: si accumula e lo ricevi quando quel lavoro finisce. Non è un regalo dell'azienda ma un tuo diritto per legge: stipendio differito, cioè soldi tuoi pagati più avanti.
Ogni anno matura una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5: poco meno di uno stipendio lordo, che si somma a quelli degli anni prima.
Se il TFR resta in azienda, ogni anno si rivaluta: cresce dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione. Sulla rivalutazione si paga un'imposta del 17%. Con l'inflazione bassa la crescita supera i prezzi; con l'inflazione alta, sopra il 6%, resta sotto.
| Retribuzione annua lorda | 27.000 € |
| Quota dell'anno, 27.000 ÷ 13,5 | 2.000 € |
| TFR già accumulato | 10.000 € |
| Inflazione ipotetica 4%: 1,5% + 75% di 4% | + 4,5%, cioè 450 € |
| Tolta l'imposta del 17% | circa 374 € in più |
Cifre lorde, e l'inflazione è un'ipotesi: conta il meccanismo.
Il TFR futuro: in azienda o nel fondo
Il TFR che maturerai da oggi può prendere due strade. Restare in azienda, con le regole del codice civile. Oppure andare a un fondo pensione: un piano che lo investe sui mercati per darti una pensione in più.
Nelle aziende dai 50 dipendenti in su il TFR «in azienda» va in realtà al Fondo Tesoreria dell'INPS, ma per te le regole restano quelle del TFR.
Novità 2026. Dal 1° luglio 2026 i nuovi assunti nel settore privato entrano in automatico nel fondo pensione previsto dal loro contratto collettivo, se non rinunciano entro 60 giorni dall'assunzione. Al fondo vanno il TFR e i contributi previsti dal contratto. Al momento dell'assunzione il datore deve consegnarti un'informativa che spiega come funziona.
Dall'azienda al fondo si può passare in ogni momento. Il contrario no: il TFR versato al fondo non torna in azienda.
Fondo pensione: vantaggi e limiti
Il fondo pensione ha vantaggi concreti. Nei fondi di categoria arriva di solito un contributo del datore, ma solo se versi anche tu la tua quota: le percentuali le dice il contratto. I tuoi versamenti e quelli del datore si deducono dall'IRPEF fino a 5.300 € l'anno; il TFR resta fuori da questo tetto.
Anche le tasse finali sono più basse: sulla pensione dal fondo si parte dal 15%, che scende di 0,3 punti per ogni anno di iscrizione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%.
I limiti: i soldi sono investiti, quindi il valore può scendere in alcuni anni; non puoi ritirarli quando vuoi; ci sono costi di gestione da confrontare. Un anno negativo non dice come andrà su trent'anni: il confronto si fa su molti anni.
| Iscritta da 15 anni o meno | 15% |
| Iscritta da 20 anni: 5 anni oltre il 15° | 5 × 0,3 = 1,5 punti in meno |
| Aliquota dopo 20 anni | 13,5% |
| Iscritta da 35 anni o più | 9%, il minimo |
Quando puoi avere i soldi del TFR
Il TFR lasciato in azienda lo ricevi quando il rapporto di lavoro finisce: dimissioni, licenziamento, fine contratto o pensione. Viene tassato a parte, non insieme allo stipendio dell'anno.
Prima della fine puoi chiedere un anticipo solo in casi precisi: dopo almeno 8 anni con lo stesso datore, fino al 70% di quanto maturato, per comprare la prima casa tua o dei figli o per spese mediche straordinarie. Di norma si chiede una sola volta nel rapporto, ma il tuo contratto può prevedere condizioni migliori.
Anche il fondo pensione permette anticipazioni, con regole sue: fino al 75% per spese sanitarie gravi, in qualsiasi momento; fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per altre esigenze, di solito dopo 8 anni di iscrizione.
| Somma accumulata dopo 10 anni | 20.000 € |
| In azienda, anticipo per la prima casa (70%) | fino a 14.000 € |
| Nel fondo, anticipazione per la prima casa (75%) | fino a 15.000 € |
| Nel fondo, per altre esigenze (30%) | fino a 6.000 € |
Regole generali: i dettagli sono nel contratto o nel regolamento del fondo.
Cambiare lavoro: che fine fa il TFR
Quando cambi lavoro, il TFR rimasto in azienda te lo paga il vecchio datore, con la sua tassazione separata. Nel nuovo lavoro il TFR riparte da zero.
Se il tuo TFR va già a un fondo pensione, nel nuovo posto non puoi riportarlo in azienda: scegli a quale fondo mandarlo, entro i tempi che ti indica il nuovo datore.
E il vecchio fondo? I soldi restano tuoi. Puoi lasciarli lì, trasferirli nel fondo del nuovo lavoro oppure, se ne hai il diritto, riscattarli. Il riscatto però può farti perdere la tassazione agevolata e gli anni di iscrizione.